SHIFTING FESTIVAL. Paesaggio tra reale e immaginario

La facoltà di Cagliari apre le porte del complesso di via Corte d’appello per presentare e discutere i cambiamenti e i “movimenti” che stanno avvenendo al suo interno, dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo preside, Prof. Antonello Sanna.

SHifting, così è chiamato l’evento che avrà luogo dal 5 al 7 Febbraio e in cui si presenteranno, tra le altre, le esperienze di didattica internazionale dei visiting professors, accompagnati da workshop, conferenze e mostre.

Sarà un momento di riflessione, analisi e confronto sui reali frutti per la facoltà, per capire che effetti stiano portando i grandi capitali investiti e in che modo l’attività dei visiting professor si sia inserità nei programmi della facoltà e nei progetti di ricerca.

Si prospettano due giorni interessanti per vedere, conoscere e comprendere meglio ciò che si muove nella facoltà di architettura di Cagliari. Non soltanto per chi sta all’interno della facoltà, ma potrebbe esser un momento di dialogo con la città, come aveva auspicato il neo preside Antonello Sanna nella nostra intervista di settembre.

Scarica il programma della manifestazione

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ARCHITETTURA IN SARDEGNA PER SEMPRE!

La scuola di architettura di Alghero deve continuare ad esistere !

La scuola, così a prof. Giovanni Maciocco piace chiamare la sua università. Un luogo dove si fa ricerca, dove si progetta, ma soprattutto dove si insegna l’architettura e lo si fa con qualità.

Quando quattro mesi fa l’abbiamo incontrato, il preside ci ha raccontato cos’è stata, cos’è e cosa sarà la facoltà di Architettura, e sembra pazzesco che un modello come questo, ora debba gridare per la propria sopravvivenza.

Allora gridiamo insieme ai suoi studenti, ai professori e a tutti quei sardi che amano l’architettura, perchè un università d’eccellenza è una risorsa per la Sardegna tutta.

Riportiamo e condividiamo l’appello « Architettura ad Alghero per sempre » pubblicato sul sito della facoltà, e invitiamo a firmare la petizione

L’istruzione costa. La buona istruzione costa.

In otto anni ad Alghero, da zero, si è costruita una Facoltà che funziona.

La Facoltà di Architettura di Alghero è l’unica Facoltà della Sardegna che non ha sede in una delle due città universitarie “storiche” (Cagliari e Sassari).

La Facoltà di Architettura è riconosciuta come una buona Scuola, sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

La Facoltà di Architettura è una risorsa per la città, il Nord Sardegna, la Sardegna tutta.

La Facoltà di Architettura ha ottenuto il primo posto in Italia per quanto riguarda la sua attività complessiva: numero di studenti che si laureano in corso, crediti ed esami conseguiti dagli studenti, qualità del corpo docente e della ricerca, rapporti internazionali.

La Facoltà di Architettura ha costruito ad Alghero un ambiente internazionale, ospitando docenti e ricercatori di moltissimi paesi, studenti Erasmus da tutta Europa e studenti di molti altri Paesi per le Scuole Estive.

La Facoltà di Architettura ha organizzato diverse decine di eventi ogni anno: lezioni aperte, seminari, laboratori, conferenza, tavole rotonde, mostre, proiezioni, …

Per nascere, crescere, affermarsi sono servite risorse, risorse consistenti; risorse per attrezzature, per il funzionamento delle sedi, per lo staff, per le attività didattiche legate al progetto (che hanno bisogno di un alto rapporto tra tutores e docenti da un lato e studenti dall’altro), per costruire la rete dei rapporti internazionali; insomma sono servite risorse consistenti, servono risorse consistenti, serviranno risorse consistenti.

La comunità della Facoltà di Architettura ha fatto la sua parte: gli studenti pagando contributi di laboratorio significativamente più alti di quelli delle altra Facoltà e impegnandosi in ritmi di studio molto intensi, i docenti accettando spesso di insegnare anche oltre il loro carico didattico e di impegnarsi in attività per formazione, convenzioni e ricerche che hanno portato risorse alla Facoltà, lo staff lavorando ben oltre quanto richiesto e accettando di essere un solido riferimento anche avendo contratti precari, i “conferenzieri tutti”, accettando di venire ad Alghero senza “gettoni”

La comunità della Facoltà di Architettura si è procurata risorse ingenti con convenzioni, contratti, l’organizzazione di corsi di formazione, consulenze.

Possiamo fare di più e meglio; faremo di più e meglio.

Ma non possiamo fare a meno del contributo della Regione, un contributo consistente e certo, che ci è indispensabile per sopravvivere ad un livello di qualità adeguato e per migliorarci.

Abbiamo bisogno di queste risorse e meritiamo di averle: perché a tutti gli effetti siamo una sede decentrata (decentrata con tutto, non solo con le aule per lezioni), perché siamo una buona Scuola, innovativa e moderna, internazionale e attenta alle esigenze del territorio (ed è difficile essere una buona Scuola al “Sud”, tanto che ce ne sono pochissime), perché vogliamo dare più servizi e più opportunità ai nostri studenti e alla città e al territorio.

La Regione Sardegna destina alle sede decentrate molti soldi: non c’è alcuna ragione perché non ne vengano destinati alla Facoltà di Architettura di Alghero, in forme e in modi che possono essere definiti: ma certamente servono fondi certi e garantiti e indirizzati.

Per tutte queste ragioni la comunità di Architettura ad Alghero vuole continuare ad esistere e continuerà a esistere.

Ma per farlo ha bisogno che non venga meno il sostegno che le serve per vivere e migliorarsi!

UNICA Bookshop – Architettura creativa a Cagliari

Affascinante la sfida gruppo di archi-studenti di Cagliari guidati dal visiting professor Stefano Rabolli Pansera ha deciso di portare avanti questo semestre: ideare, progettare e costruire un bookshop da lasciare in regalo alla facoltà cagliaritana.
copyright: Wesley Meuris

Erano tanti gli studenti che all’apertura dell’anno accademico avrebbero voluto prender parte ad un corso opzionale che già dal nome ha ispirato novità per la facoltà cagliaritana. Corso di Architettura Creativa. E non è fuori luogo parlare di creatività, perché durante il corso è stata costantemente stimolata anche attraverso libri e film, da Borderline al Pasolini meno conosciuto. La curiosità verso l’ignoto può essere il punto di partenza per fare nuove scoperte e lasciare l’accumulo delle proprie sicurezze, quel che per Alice è stata la tana del coniglio, iniziando a ricalibrare i propri punti di vista sulla realtà.

Sono stati scelti 20 stidenti del secondo e terzo anno per frequentare il corso tenuto dal professore venuto dall’AA, speranzosi di conoscere frammenti di quell’architettura che nell’immaginario collettivo è legata alla scuola londinese. Il  passaggio dalla scelta di un’immagine, a un modello concettuale per arrivare a un progetto di uno spazio per leggere non sempre è stato semplice e lineare. Un processo di formazione del progetto che passa dall’assorbimento di input che vengono centrifugati in un tubo catodico per ottenere immagini e suggestioni. E in non pochi casi (che si possono scoprire curiosando in quest’articolo) l’idea iniziale ha preso una piega interessante. Qualcuno ha giocato  partendo dalla percezione dello spazio, giocando su illusioni ottiche e anamorfismo. Qualcun altro è andato avanti copiando intelligentemente idee altrui, o costruendo modelli e progetti plurilivelli, doublefase.

Fino ad arrivare al tappeto rosso della prima presentazione in cui son stati scelti solo cinque progetti da portare avanti. Da cinque a uno sarà la prossima fase. Dall’intuizione individuale alla cooperazione di un piccolo gruppo e poi di un’intera squadra per raggiungere un unico obbiettivo. Un semestre affrontato tra competizione e collaborazione.

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INTERVISTA DOPPIA SANNA/MACIOCCO – Facoltà sarde a confronto

Intervista Doppia Sanna Maciocco

Le facoltà di architettura sarde stanno affrontando negli ultimi mesi dei passaggi importanti della loro ancora giovane storia.

Cagliari ha deciso di affidare per i prossimi anni la presidenza della facoltà ad Antonello Sanna, già direttore del Dipartimento di Architettura.

Alghero continua a dare fiducia a Giovanni Maciocco, il preside che ha fortemente voluto portare “Architettura” in Sardegna e che quest’anno ha visto la sua facoltà valutata dal Censis al primo posto tra le facoltà di Architettura italiane.

Prima dell’inizio del nuovo anno accademico abbiamo voluto interrogare i due presidi sulla loro visione dell’università e del mondo dell’architettura isolano. Coscienti del differente ruolo che Maciocco e Sanna hanno all’interno delle rispettive facoltà pensiamo che questa intervista doppia possa portare spunti di riflessione interessanti.

Part 1

  • Quando è nata la vostra facoltà di architettura?
  • Quanti studenti sono iscritti alla vostra facoltà?
  • Perché è nata la facoltà di architettura e quali sono state le difficoltà più grandi incontrate?
  • Come valuta la vostra organizzazione universitaria e di cosa andate fieri?
  • Come si insegna l’architettura ai giorni nostri?

Part 2

  • Quale ritiene essere il livello dei vostri laureati e in base a cosa lo valuta?
  • Crede che esista o possa esistere una scuola di architettura legata alla vostra facoltà?
  • E una scuola di architettura sarda?
  • Come si immagina la vostra facoltà se potesse organizzarla senza tenere in conto le questioni economiche?

Part 3

  • Cosa pensa di tirocini ed esperienze lavorative in periodo universitario?
  • Qual è il rapporto tra la vostra facoltà di architettura e il mondo del lavoro isolano?
  • In che modo come preside pensa di poter sopperire alla carenza di strutture della vostra facoltà?
  • Tre architetti che vorrebbe invitare alla vostra scuola

Part 4

  • Prospettive per il futuro
  • Per concludere, una frase per i suoi studenti

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Facoltà di architettura di Cagliari, nuovo preside

Il 25 giugno la più giovane facoltà dell’ateneo cagliaritano ha eletto il suo nuovo preside: è Antonello Sanna, già direttore del Dipartimento di Architettura ed ex presidente del corso di laurea in Ingegneria Edile. Una scelta di sicura continuità rispetto all’operato del professor Carlo Aymerich, primo storico preside della facoltà di Architettura di Cagliari, e che ha visto il Consiglio di facoltà compatto nella votazione finale (a eccezione di tre astenuti).

Antonello Sanna
Antonello Sanna, professore ordinario di Architettura Tecnica è il nuovo Preside della Facoltà di Architettura di Cagliari

Nei giorni precedenti all’elezione si erano però fatte insistenti le voci che davano il professor Antonio Tramontin come più papabile successore di Aymerich alla guida della facoltà di architettura cagliaritana.

Sanna e Tramontin, due visioni differenti, forse complementari o forse inconciliabili dell’architettura. Un confronto già profondamente radicato nella facoltà di ingegneria, e che proprio nel cortile della facoltà di Piazza d’Armi vede da alcuni anni le opere dei due progettisti fronteggiarsi a pochi metri di distanza: da una parte l’estro tecnologico dell’Aula magna, travagliata opera dello studio di Tramontin, incastonata nell’edificio di Mandolesi che oggi ospita il DIGITA, e dall’altra il volume razionale del Padiglione alfa, ad opera del dipartimento di architettura guidato da Sanna.

Padiglione alfa, progetto del dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari
Padiglione alfa della facoltà di Ingegneria di Cagliari, progetto del dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari
Due visioni dell’architettura, due differenti approcci all’oggetto architettonico e al contesto che si sono riproposti e fronteggiati nella scelta del successore di Aymerich e che ha visto, in questa battaglia, vincere la sobrietà razionale di Sanna (leggi il programma del neopreside di facoltà).
Aula Magna della facoltà di Ingegneria di Cagliari, progetto dello studio di Antonio Tramontin
Aula Magna della facoltà di Ingegneria di Cagliari, progetto di Antonio Tramontin

Siamo sicuri che il risultato eccellente della facoltà algherese sarà uno sprone per il nuovo preside, che salirà in carica dall’ottobre prossimo, e al quale facciamo i più sentiti auguri di buon lavoro.

Sanna e Tramontin, due visioni differenti, forse complementari o forse inconciliabili dell’architettura. Un confronto già profondamente radicato nella facoltà di ingegneria, e che proprio nel cortile della facoltà di Piazza d’Armi vede da alcuni anni le opere dei due progettisti fronteggiarsi a pochi metri di distanza: da una parte l’estro tecnologico dell’Aula magna, travagliata opera dello studio di Tramontin, incastonata nell’edificio di Mandolesi che oggi ospita il DIGITA, e dall’altra il volume razionale del Padiglione alfa, ad opera del dipartimento di architettura guidato da Sanna.

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Facoltà di Architettura di Alghero 1° in Italia

La facoltà di architettura di Alghero, raggiunge quest’anno un risultato strepitoso, secondo l’indagine CENSIS-Repubblica 2009 sull’università, è la prima classificata tra le facoltà di architettura d’Italia. Un successo che fa ben sperare per il futuro dell’architettura nell’ isola, poichè alla base del rilancio architettonico e culturale, si deve sempre partire dalla didattica e dall’insegnamento.

Un risultato che è incoraggiamento per l’altrettanto giovane facoltà cagliaritana, a perseguire un percorso che la potrebbe portare ad affermarsi e ricoprire un ruolo importante nell’ambito nazionale.

Nonostante la sua giovane età e la “sfavorevole” posizione geografica, la facoltà di Alghero è riuscita e guadagnarsi un posto di rilievo nell’ambito universitario italiano e internazionale.

Un successo che si può sintetizzare nella conclusione dell’articolo riportato nel sito della facoltà ” Un risultato che parte dalla convinzione che una buona scuola pubblica è possibile, ma occorre investire nella didattica, costruire un rapporto forte con il territorio e nello stesso tempo realizzare un ambiente internazionale, seguire il percorso formativo di ciascuno studente, legare didattica e ricerca, imparare da chi è più bravo di noi, mettere in discussione i vecchi modi di insegnare, aprirsi alla collaborazione con il mondo esterno, costruire una vera comunità di apprendimento.”

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Osservatorio Internazionale sul progetto e l’architettura contemporanea

Credendo fermamente che il piano della diffusione delle informazioni e della condivisione della conoscenza sia nella società di oggi di fondamentale importanza, e coscenti che il lavoro è tanto più proficuo ed efficace quanto più si giova di collaborazioni e sinergie all’interno di progetti da obiettivi comuni e condivisi, il blog Sardarch decide di ospitare tra le sue pagine l’Osservatorio Internazionale sul progetto e l’architettura contemporanea.

L’Osservatorio è un’iniziativa che parte dalla facoltà di architettura di Cagliari ma che, nei nostri auspici, può essere un’iniziativa importante a carattere regionale, per creare una rete di esperienze legate al mondo dell’architettura dal cui confronto possano beneficiarne tutti (studenti, professionisti, professori, amministratori, semplici curiosi…), e che possa creare relazioni tra le due facoltà di architettura isolane.

L’Osservatorio nasce dal tentativo di raccogliere (e non disperdere) le recenti esperienze di studio, ricerca e lavoro post-laurea di molti studenti formatisi all’interno delle facoltà di ingegneria e architettura sarde col fine di aprire una finestra di dibattito su ciò che accade al di fuori.

Il blog risulta, nell’ambito di una tale operazione, un’importante piattaforma di scambio tra le diverse esperienze, permettendo di delineare un quadro riassuntivo delle competenze finora acquisite nei diversi ambiti disciplinari dell’architettura e dell’urbanismo.

Si invitano perciò a prendere parte all’iniziativa tutti coloro che, avendo svolto dopo la laurea un periodo di studio o lavoro in un’istituzione pubblica o privata estera, ritengano utile presentare la propria esperienza.

Dalle pagine di Sardarch dedicate all’Osservatorio è possibile scaricare una scheda-tipo da compilare riportando i propri dati, il luogo/istituzione estera, il tipo di esperienza (Master, PhD, Stage), e il campo di ricerca. Unitamente a ciò, si chiede di scrivere un breve abstract (500-800 parole max.) che descriva nelle sue linee essenziali i contenuti dell’esperienza all’estero, e che sarà pubblicato su Sardarch.

Gli abstract dovranno essere inviati all’email: osservatoriointernazionale@gmail.com